La delusione di una trama

Mi è capitata per le mani, casualmente, un’altra storia strana…almeno la terza che vedo e/o leggo (per ovvie ragioni di spoiler non rivelerò i titoli).

Tutte finiscono allo stesso modo: il protagonista nega sé stesso e decide di uniformarsi alla “collettività”, anche se può significare perdere sé stesso, perdere la ragione o, semplicemente, la sua umanità…

La mia domanda è: “perché?”

Ancora una volta ho sentito la mancanza di quell’episodio mai più ritrovato de “ai confini della realtà” dove tutti facevano affidamento ad un computer per imparare, finché non si è impossessato delle loro menti e l’unico diverso (a causa di quello che consideravano tutti un deficit), usando ingegno ed astuzia salvò tutti.

E’ davvero finita nella spazzatura la nostra voglia di lottare? O quantomeno: è davvero questo il messaggio che vogliamo far passare?

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Serie tv: “Sense8” la decisione della produzione scatena i fans

Ne ho già parlato lo so, ma non vi avevo detto tutto.

Vi confesso che mi sono innamorato di questa serie tv sin dalla prima stagione, ma ci ho messo un po’…

La prima ragione per cui non considerai questo telefilm era la trama:

“Racconta la storia di otto personaggi, tra loro sconosciuti, di diversi luoghi e culture del mondo, tra di loro connessi: un poliziotto, un deejay, una blogger transessuale, un attore messicano gay, una farmacista, una donna d’affari, un autista e un hacker. Una morte collega le otto menti dislocate in diverse parti del mondo, mettendo in contatto le loro vite. Gli otto protagonisti si trovano mentalmente ed emotivamente connessi e, mentre cercano di capire perché questo è accaduto e che cosa significhi per il futuro dell’umanità, un uomo molto potente cercherà di riunirli e un altro darà loro la caccia per ucciderli.”

Il mio primo pensiero è stato: “ma che robaccia è?”

Poi per vie traverse ho visto la prima puntata stentando perché mi ispirava poco, ma dalla seconda la storia è cambiata.

La trama…a parole mie
La storia non è facile da definire, ma ci voglio provare a modo mio. Vi è mai capitato, da piccoli, adolescenti od adulti, di voler sapere cosa passi per la testa di chi abbiamo di fronte? perché hanno fatto certe scelte? come mai hanno un carattere così? come vivono la loro vita le persone degli altri paesi? quali sono le differenze culturali tra i paesi? e se nella vita avessi fatto l’attore, il campione di arti marziali, l’haker, il poliziotto od altro?
Questa serie ti permette di iniziare a farti un’idea, ma non solo: queste persone così diverse si relazionano e confrontano per superare le loro difficoltà quotidiane. In un certo senso, non solo questi ti danno consigli, ma ti danno forza, condividono a livello fisico e mentale le loro conoscenze (meglio che in matrix) e…ci sono sempre quando hai bisogno, anche quando vuoi star da solo, loro sono lì ad aiutarti anche solo moralmente (e chi non lo vorrebbe?). Si forma così un legame, diventano come fratelli, pronti a dar la vita gli uni per gli altri, e non ci sono differenze etniche, sessuali, culturali, politiche, economiche o religiose. Se già questo non vi basta, la regia, le musiche, la scenografia e la storia sono coinvolgenti all’inverosimile.

La serie però. arrivata alla seconda stagione, è giunta al suo epilogo. forse perché poco reclamizzata, o per la trama malscritta e la locandina che fa molto “attacco alieno” (a dir la verità un po’ di gente mi ha confidato che pensava fosse una serie tv sugli alieni…) o per altro. Comunque hanno rivelato QUI che non è abbastanza seguita per poterne sostenere le spese, scatenando la reazione dei fans (una reazione che non ho visto nemmeno per Flash Faward). Persino StayNerd, non solo le dedicano più articoli (QUI), ma anche loro riportano la notizia della petizione per la realizzazione della terza stagione, che, allo stato attuale, supera già le 440.000 firme.

Allora il mio invito: datele una possibilità, guardatevi qualche puntata e, se vi affascina, come è successo a me, firmate QUI la petizione (scritta in varie lingue).

Certo non sarà quella storia fantastica che è Games Of Thrones, non ci saranno supereroi dei fumetti (come Arrow, Flash, Gotham, ecc…), non è una commedia (come The Big Bang Theory), né un polizesco (come Blindspot, The Mentalist, Criminal Minds…), ma secondo me merita più di tutte.

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Serie tv: Citazione da Sense8 serie 2 ep 4 (3 nella versione originale)

Oggi metto una citazione su un tema sempre attuale, per noi occidentali, oggi più vivo che mai, riguarda sia noi italiani, sia la situazione in varie parti del mondo.

In questa puntata uno dei protagonisti della serie tv, un autista di autobus, viene intervistato per il sostegno e la fiducia che sta avendo dalla sua comunità. Nell’episodio più recente ha salvato una bambina da una folla in protesta per l’aumento dei costi dell’acqua e pare abbia contribuito a “sedarla”, da qui le domande della giornalista.

– Kibera è un’area disagiata da sempre, perché la rabbia sta esplodendo adesso?
– L’acqua. Pensi quanto tutti ne abbiamo bisogno. Non possiamo vivere senza acqua. Quanto paga per un bicchiere di acqua di rubinetto signorina Kobi? Sappiamo che è molto meno di quanto la paga la gente di Kibera.
– Kibera è stata rappresentata all’assemblea nazionale dal signor Mandiba nelle ultime tre legislature. Pensa il problema sia di natura politica?
– Scusi, chi sono io per risponderle? Io guido un autobus, se non portassi le persone dove vogliono loro mi aspetterei che non salissero più sul mio autobus. Ci aspettiamo che i nostri leader ci portino dove vogliamo noi, il problema, mi sembra, comincia quando non lo fanno, quando le cose non migliorano e quei leader si aspettano che saliamo sul loro autobus. Credo che in quel momento i leader diventino qualcos’altro.
– Che cosa?
– Politici.

Se ancora non conoscete questo telefilm, vi consiglio di guardarlo, non per le citazioni, ma perché permette di vedere le cose con occhi sempre diversi, di apprezzare differenze di ogni genere (che vediamo tutti i giorni, ma non cogliamo) e di capire almeno in parte quanto siano diverse le culture e situazioni nei vari paesi. Il motivo è anche un altro e per niente banale: ti coinvolge parecchio.

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Serie tv: Citazione da Mr Robot serie 2 ep 2

Ogni tanto ci sono quelle frasi che colpiscono, la cosa sorprende quando vengono dalle serie tv. A me ultimamente è capitato con l’episodio 2 della seconda stagione di mr Robot, quando due donne al bar si raccontano una storia…

Un tipo si avvicina a una donna in un bar.
Comincia a flirtare con lei, parla del più e del meno ma la donna gli dice chiaro e tondo che non andrà a casa con lui.
Il tipo le dice: “Se ti offrissi 1 milione di $, verresti a letto con me?”.
La donna non ha mai avuto 1 milione di $. Si ferma e prende seriamente in considerazione l’offerta. Il tipo cambia idea e dice: “E se cambiassi la mia offerta e ti offrissi 1$ ?”.
La donna inorridisce. “Che genere di donna pensi che sia?”.
Il ragazzo dice: “Lo abbiamo appena capito. Ora stiamo solo negoziando.”

Nel contesto si parla di valori: svenderesti i tuoi valori per uno stipendio più alto? e per un milione di dollari?

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L’addio a Community

Dopo quasi un anno, se non di più, che avevo l’ultima puntata di una serie che amavo nell’hard disk…mi son deciso e l’ho guardata.

Stranamente è stato difficile guardarla, evidentemente mi c’ero affezionato più di quanto mi aspettassi…più che a scrubs, friends, how i met your mother, two and half men, ecc… Sarà perché oltre ad esser divertente mi ci rivedevo, o sarà perché le serie che ho citato sono state sfruttate fino al midollo.

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La serie tv di cui parlo è “Community”, una serie famosa in America, ma abbastanza sconosciuta in Italia, forse anche per la parlata molto veloce di alcuni personaggi. Una storia di un gruppo eclettico di studenti dell’Università pubblica, un ambiente in cui dimenticano ogni canone e convenzione sociale, dove portano comunque la propria identità che li porta a confrontarsi, amarsi, odiarsi, litigare e far pace. A me è piaciuta, non solo per lo humor, ma per la diversità dei personaggi, i loro continui confronti, il modo di affrontare i problemi, di fare stupidaggini, di crescere insieme e crearsi una “identità” e questo nonostante ci siano state delle puntate terribili.

Diversamente da altri telefilm, mi è piaciuta questa ultima puntata: si sa le ultime puntate son sempre difficili, spesso perché chiudono di netto la saga. Con questa invece c’è stato un saluto della regia, dello sceneggiatore e dei personaggi, alla storia ed ai fan che l’hanno seguita fino in fondo, un episodio che mostra il rammarico di tutti, il desiderio di non interromperla, ma il bisogno, così come quello dei personaggi, di andare avanti e crescere.

Probabilmente in pochi l’apprezzeranno, ma se vi capita, datele una possibilità.

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L’angolo delle barzellette di Ice – puntata 12

Un giorno, gli animali della foresta annoiati dalla routine quotidiana, decidono di organizzare una gara di barzellette…così…per passare il tempo.

Per rendere più “vivo” il gioco ed evitare i principianti più noiosi, decidono però di inserire una regola crudele: il giudice unico sarà la tartaruga e, se non riderà, il concorrente sarà decapitato.

Temeraria inizia la scimmia : racconta una barzelletta sulle monache che fa ridere a crepapelle tutti i convenuti. La tartaruga non ride e quindi “ZAC” e la scimmia viene decapitata.

Tocca quindi al leone che ne racconta una sugli ubriachi. Di nuovo tutti ridono…tutti tranne la tartaruga. Così anche il leone perde la testa.

Arriva l’elefante. Quando arriva a metà della sua barzelletta si sente la tartaruga che inizia a ridere a crepapelle mentre grida:
– “Ahahahahah quella delle monache era bellissima!”

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L’angolo delle barzellette di Ice – puntata 11

 

Un giorno come un altro, un tipo prende un taxi. Dopo un po’ questo passeggero tocca la spalla del tassista per chiedergli qualcosa. Il tassista fa un grido strepitoso, perde il controllo della vettura, manca per poco un pullman, sbatte contro un marciapiede e si ferma a pochi centimetri da una vetrina.

Imbambolati, rimangono un paio di secondi in silenzio totale.

Dopodiché il tassista dice: “La prego non lo faccia mai più. Mi ha spaventato a morte!”

Il passeggero si scusa e dice: “Non immaginavo che lei si sarebbe spaventato così semplicemente toccandole una spalla!”

“Vabbè non è proprio colpa sua, ma oggi è il mio primo giorno di lavoro come tassista e sa…negli ultimi 25 anni guidavo un carro funebre”.

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