La vergogna giornalistica

In periodo di Olimpiadi, che io mi sto perdendo a causa dell’assenza della tv (cionostante sto anche pagando il canone, perché non sapevo della dichiarazione da fare entro fine maggio), il giornalismo di bassa lega torna a far parlare di sè.

Se già eravamo sfiduciati da quando i più famosi giornalisti RAI si sono licenziati, il sentimento è peggiorato quando il monopolio delle principali reti è sembrato finire nelle mani di una persona sola e, di conseguenza, qualcuno si è trovato a ripiegare su altri mezzi di informazione. Il fenomeno non si è fermato: ad alimentare la diffedenza hanno contribuito anche i giornali, spesso ingrossando le notizie, alle volte non approfondendo od indagando, hanno più volte mostrato un brutto lato del mestiere. Oltre a questo son comparsi a volte articoli sgrammaticati, ma oggi, quando un giornalista ed un direttore approvano una cosa del genere, è segno che questo mestiere sta raschiando il fondo e mi trovo a ringraziare che, persone che ho stimato, non possano vedere quanto sta accadendo al loro lavoro di una vita.

titolo il resto del carlino carlino tiro con l'arco

Forse non tutti lo sapete, ma tra i nostri atleti ed atlete che stanno dando tutto se stessi alle Olimpiadi, non esula certo il trio delle italiane del tiro con l’arco (composto da laudia Mandia, Lucilla Boari e Guendalina Sartori) che è stato sconfitto dalle russe in semifinale, con il risultato finale di 5-3., ottenendo comunque il 4° posto che resta, come sottolinea il Presidente FITARCO Mario Scarzella, “il miglior risultato del tiro con l’arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici”.

Il sapore di un tale risultato è amaro per qualsiasi atleta abbia dato il suo massimo impegno, lottare e sfiorare il podio. Per le nostre atlete non è bastato: ad infierire su degli animi già feriti è stato il titolo di un articolo, “Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico”, che a parer mio è stato proprio da cafoni.

A niente son valse le, sempre a parer mio scarse, scuse comparse su facebook che hanno ottenuto esattamente l’effetto opposto, in quanto son sembrate proprio non sentite.

il resto del carlino fb

Se non altro non possiamo che stimare il presidente della FITARCO per aver difeso le sue atlete ( QUI la lettera al direttore de “il resto del Carlino”, responsabile dell’articolo).

Aggiornamento
A seguito dei numerosi post e dell’indignazione del web, oltre alla lettera della FITARCO, l’editore Andrea Riffeser Monti ha deciso di rimuovere “con effetto immediato” Giuseppe Tassi, direttore del Qs Quotidiano Sportivo, scusandosi con le atlete.

Roberta Mori (presidente della commissione per la parità e i diritti delle persone dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna) incalza dicendo che serve “un’assunzione di responsabilità da parte dei media per estirpare del tutto le discriminazioni e le violenze di genere” e che la rimozione del direttore “è una decisione positiva non tanto perché sanziona il direttore responsabile, ma per il suo valore di precedente, educativo e deontologico” [ QUI ].

Ed eccoti (a parer mio) strumentalizzato e crocifisso il signor Tassi.

Per quanto sia rimasto indignato anch’io dall’attributo usato, ero sì per le scuse ed una presa di coscienza dell’errore commesso, ma non vedevo il motivo della “rimozione” anche perché, come lui, allora tanti altri dovrebbero esser rimossi.
Speriamo almeno che il sacrificio non sia stato vano e che contribuisca al ri-formarsi di un tipo di giornalismo più “serio”.

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The gauntlet: svista o mala traduzione?

Ogni tanto capitano dei film o delle scene che non ci tornano, il più delle volte andiamo oltre, altre ci rimane il tarlo.

A me succede spesso e la scena che più m’ha dato noia era sul finale di Alien 3, ma, vedendo le scene tagliate, il film ha cominciato ad avere senso (c’erano veramente troppi tagli e si perdeva il filo). Altre volte è un problema di traduzione, vedi Capitan America ed il suo tormentone ( QUI ), altre ancora lasciano il dubbio.

In quest’ultimo caso rientra anche il film “Gauntlet” con Clint Eastwood, in una scena pressoché all’inizio del film

In servizio?! ma se sei ancora con la bottiglia in mano! di whisky per giunta!

Se avete visto il film, direi che non si può parlare di sarcasmo, che sia un problema di traduzione?

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Citazioni dal mondo della musica – Courtney Love

“I love risk and most of the best things I’ve done have been successful precisely because everyone thought I was crazy”

“Amo il rischio e la maggior parte delle cose migliori che ho fatto sono riuscite proprio perché tutti pensavano che fossi matta.”

[Courtney Michelle Love]

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Star Trek 4 vede Chekov protagonista

Come sapete da poco è uscito il 13° film della serie di Star Trek (ebbene sì, sono davvero così tanti) e ne ho approfittato per riguardarmi i primi.

C’è un bel gap: nonostante gli ultimi tre non siano malaccio e spicchino per gli effetti speciali, i vecchi film sono a parer mio più intriganti, “moralmente impegnati” (nel senso che portano anche a sensibilizzare su temi di attualità ed introriflessione), profondi e, alle volte, divertenti. Per citare l’esempio più ecatlante, prendiamo l’interrogatorio del comandante Pavel Chekov, nel quarto film della serie (“Rotta verso la Terra”). In questo specifico momento è stato catturato a bordo di una nave “nucleare” (in un’era passata) e viene scambiato per una spia

– “Bene comandante, c’è niente che vuole dirci?”
– “Per esempio?”
– “Ad esempio, chi è veramente, che cosa sta facendo qua e che cos’è questa roba”
– “Sono Pavel CheKov, un ufficiale della Flotta Stellare, Federazione Unita dei Pianeti, numero di matricola 656527B”
– “D’accordo cominciamo da capo”
– “Da quale capo?”
– “Nome!”
– “Il mio nome?”
– “No, il mio!”
– “Ma non conosco suo nome!”
– “Lei si sta prendendo gioco di me, la vedo male”
– “Davvero? ha problemi agli occhi?”

è una gag banalissima, ma allo stesso tempo divertente, soprattutto nel suo contesto. Da qui la mia domanda: perché nei film di oggi ci sono meno gag?

Sembra quasi che il pensiero di molti registi e sceneggiatori sia che un film per esser di successo abbia bisogno solo di effetti speciali…ma forse è proprio per questo (per l’assenza di umorismoe di…umanità) che si dimenticano in fretta.

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Rizzoli e la magia dello smartphone

Non so se seguite il telefilm “Rizzoli & Isles”, non è certo una delle mie serie preferite, ma non la disdegno più di tanto, non è malaccio.

Per chi non lo sapesse, in sintesi, è una serie polizesca incentrata su due grandi amiche, una detective e l’altra medico legale, attualmente arrivata alla sesta stagione.

La curiosità che oggi volevo mostravi riguarda la quattordicesima puntata della sesta stagione in cui il telefono…cambia improvvisamente cover!

O cambia proprio telefono? voi che dite?

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Supergirl: arriva MAXIMA!

Se state seguendo la serie tv “Supergirl” non potete perdervi l’entrata in scena di MAXIMA! Compare per poco più di un miserrimo minito, ma…”colpisce” in tutti i sensi.

Maxima è la regina del pianeta Almerac, che un giorno decide di recarsi sulla Terra per cercare il suo futuro marito. Convinta che Superman sia il candidato ideale cerca di convincerlo a diventare suo sposo, ma lui si rifiuta e lei scatena la sua furia su Metropolis (olè!)

In supergirl compare come supercriminale intrappolata in una delle tante teche del D.E.O. ed è interpretata dall’ex-wrestler ed ex-modella Eve Torres.

Maxima è un personaggio controverso che, nel corso delle sue diverse apparizioni nei fumetti, si trova per varie ragioni, a cambiare “lato”, quasi sempre per motivi conseguenti il raggiungimento del suo “sogno matrimoniale, e si dimostra un personaggio veramente tosto. Comparsa sia ne “le avventure di Superman” ed in “Smallville”, adesso compare in “Supergirl” e, a meno che non sia stata una semplice apparizione del caso (cosa di cui dubito), mi sa che la rivedremo presto. Chissà come, e se, si evolverà il personaggio nella serie tv.

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Criminal Minds quotes

Non so se vi è capitato di vedere “Criminal Minds”, in particolare l’episodio 11 dell’undicesima stagione. C’è una scena che mi ha lasciato…perplesso…

…questa:

Il mio dubbio deriva dal fatto che è una scena che ho già visto in un’altra serie, più precisamente in “The Big Bang Theory” episodio 5 della sesta stagione. Che gli sceneggiatori abbiano voluto fare una citazione?

 

Comunque sia questi due sono fantastici 

 

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