Recensione: All is lost

Trama:

Un uomo ed il suo viaggio solitario attraverso l’Oceano Indiano, ma durante la tratta lo scafo della barca a vela viene perforato in una collisione con un container alla deriva. Privato della sua radio e dei vari strumenti, l’uomo cerca di rattoppare la falla e riprendere la navigazione, ma la natura è infida, il caso implacabile, e tutto si trasforma in una lotta per la sopravvivenza.

Semplice, silenzioso, un film di “assordanti” pensieri da interpretare, dove l’unica voce è quella della natura che si mostra implacabile. Falle, pioggia, tempesta, altre difficoltà e sfortune che vanno accumulandosi, portano l’uomo ad ingegnerasi, cercare di sopravvivere nonostante talvolta le sue speranze vengano intaccate. Lì per lì sei tu ad imprecare ed urlare al posto del protagonista, perché è un film che ti coinvolge, ma il silenzio stanca e rende il film lento. Nonostante sia stato molto apprezzato e nonostante il regista sia riuscito a rendere dinamico un film statico, per me non è stato granché.

Se non altro questo film ci ricorda sia d’esser prudenti ed esser pronti ad una catena di sfighe, sia che se s’inquinasse meno sarebbe meglio.

Voto: 2/5

Informazioni su icedefroster

Collaboratore al sito https://fuocotempesta.wordpress.com/
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2 risposte a Recensione: All is lost

  1. dagh ha detto:

    C è Robert Redford. Solo per questo vale la pena vederlo!!!!

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