Recensione: Robocop

Trama:

Detroit, anno 2028: la multinazionale Omnicorp degli Stati Uniti, utilizza robot umanoidi e droni (enormi) nelle zone di guerra, ma per legge e per l’opinione pubblica ancora contraria non può usarli in patria e rischia di perdere un sacco di soldi. La soluzione giunge quando l’agente di polizia Alex Muprhy viene ridotto in fin di vita: per salvarlo diventerà il primo prototipo di poliziotto cyborg, Robocop, una macchina con una coscienza…ma sarà davvero così?

Remake dell’originale del 1987, a cui dedicarono due sequel ed una serie tv, il nuovo Robocop, si discosta leggermente calcando sostanzialmente la stessa trama. La grafica intriga, il nuovo design è assai accattivante, la tecnologia è stata aggiornata: ora il cyborg è molto più leggero, agile e veloce di quello immagino negli anni 80 e qui si agisce su un cervello umano più che su una programmazione computeristica, portandoci forse più vicini a qualcosa che si accosta alla nostra attuale tecnologia. Cionostante il nuovo Robocop lascia i suoi dubbi: una mano pseudo-umana (non si sa ben perché) ed una spina dorsale quasi assente.

Tralasciando questi aspetti prettamente “stilistici”, la trama regge pur “spaventando” più del suo predecessore sull’argomento clou: “può la mente umana prevalere sulla macchina?”, facendo vacillare un po’ le nostre convinzioni. Per il resto azione e sparatorie. Mi dispiace perché secondo me questo film ha aperto moltissimi spunti ed interrogativi che potevano essere quantomeno toccati e, forse per non urtare la sensibilità dello spettatore, non sono nemmeno stati accennati. Tutto sommato si può guardare, ma non merita un gran voto.

Voto: 3/5

Informazioni su icedefroster

Collaboratore al sito https://fuocotempesta.wordpress.com/
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2 risposte a Recensione: Robocop

  1. dagh ha detto:

    3\5??? Sei stato troppo generoso… Una vera cagata…scontato,noioso,inutili sentimentalismi….l unico personaggio con un po’ di spessore e’ lo scienziato

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