Fogli bianchi

PREMESSA

Ok mi cimento: è un bel po’ che non scrivo racconti, ma devo pur ricominciare, tanto vale allora riproporre alcuni vecchi esercizi che facevo sul sito liberodiscrivere, poi diventato a pagamento e quindi una spesa per me non sostenibile (non mi ritengo così bravo), ma allo stesso tempo non mi va finiscano nel dimenticatoio quindi li metto qui. Qui il mio nick era “Eolo dei boschi” ed i racconti e le parole in libertà sono più o meno del 2004…periodo in cui ero ancora mooooolto romantico

Fogli bianchi – Racconti brevi

“In un futuro probabile, ma soprattutto vicino alla nostra realtà quotidiana…” Sarebbe un buon inizio per una storia, una storia che la gente possa ascoltare e sentire. Probabilmente se la raccontassi come reale nessuno, a parte chi condivide la mia condizione, la crederebbe tale: come è facile nascondersi dalle atrocità di ogni giorno.
Purtroppo è difficile anche solo affrontare l’idea di poterne scrivere: è assai doloroso rivivere quei momenti ed il pensiero di mondi fatati, di dolci amori e di storie a lieto fine mi lacera questo tessuto di dolore facendo filtrare una luce cui vorrei potermi aggrappare, in cui vorrei avvolgermi. Mi si pone una scelta: o cercare di affrontare la situazione, o nascondermi in un dolce meandro della mente aspettando e sperando che tutto ciò possa un giorno finalmente aver fine, cosa che ho fatto finora, ma ogni mattina mi accorgo che quel giorno non è oggi. Quindi ho preso la mia decisione, partendo da qui, da un diario, giusto per fermare le idee e ricontrollare parole e frasi soprattutto perché, per quanto non sia e sarà facile, verrà fatto una volta sola e per questo lo devo fare bene.
“Mi chiamo Simone, ho diciassette anni e vivo con la mia famiglia a Siena, frequento il liceo scientifico, ma non è facile…”

Se fossi uno scrittore racconterei la mia storia, la storia mia e dei miei concittadini, in modo che tutti, in tutto il mondo la sentano come propria, la vivano, soffrano e capiscano che è tutto sbagliato, tutto da rifare, che accettino di esser giunti ad un punto morto, capito solo dopo secoli di storia, e che deve partire una rivoluzione nuova, che coinvolga tutto il mondo ed ogni uomo.
Mi vesto e scendo per fare colazione, mentre il suono dei cannoni fa da sottofondo ai miei pensieri, nemmeno la musica fa tacere questi che ora sono i suoni che accompagnano ogni mio risveglio.
Con calma assaporo la mia dolce colazione: cornflakes nel latte in polvere, grazie a mia sorella che ieri ha attraversato la strada oggi non mangeremo pane inzuppato nell’acqua. Vorrei che non lo facesse più.
Mentre il cucchiaio indugia nella tazza giocherellando con il latte ed un biscottino di cereali, i miei occhi si fermano sullo schermo della televisione. Nemmeno ricordo l’ultimo film che vidi, un modo come un altro per fingere che tutto sia normale. Ma stavolta, guardando il video di quella gente vestita in modo strano, scorgo gli uccelli. Nemmeno ricordo l’ultima volta che ne ho visto uno intero.

Come ieri, così oggi e così i giorni prima: c’è il coprifuoco, nessuno può uscire di casa, siamo costretti a passare le giornate al chiuso senza poter vedere nessuno. Vorrei poter vedere i miei amici, ma posso sentirli solo al telefono…almeno spero…

Se fossi un medico, un chirurgo famoso, girerei il mondo, avrei i soldi e potrei portare i miei familiari in Africa, l’unico mondo che non è in guerra, il paese delle speranze, dove i sogni si possono avverare e salverei vite, salverei vite tutti i giorni.

He, he, se continuo così questo diverrà un libro intitolato “Sogni di un bambino” e perderebbe tutta la sua utilità.
Oggi è finito finalmente il coprifuoco e sono potuto andare a trovare i miei amici, le scuole sono ancora chiuse. Mia sorella dice che se continua così non potrà laurearsi nemmeno quest’anno, ormai è rimasta l’unica speranza per tutta la famiglia per poter lasciare questo paese. Con la fine del coprifuoco le strade erano piene di gente: erano tutti andati a fare la spesa, non è possibile sapere quando sarà possibile rifarla, tanto che stamani mia madre ha quasi fatto a botte con due signore per un pacco di spaghetti, erano per il mio compleanno, doveva essere una sorpresa, ma l’ho sentita raccontarlo a papà mentre la stava medicando.

Oggi è il secondo giorno senza coprifuoco: se continua così forse potrò festeggiare un compleanno con un diverso sottofondo.
Se fossi un architetto guadagnerei bene e con i soldi che metterei da parte costruirei case per i bisognosi. Ma diventerò uno scrittore, mia sorella mi ha già regalato una penna ed un plico di fogli che mi aspettano sulla scrivania. Non vedo l’ora di raccontarlo a scuola, sto giusto andando lì: oggi l’hanno riaperta.

Fogli bianchi, quei fogli rimasero immacolati, mio zio Simone, io sono il figlio di sua sorella, morì quel giorno, sullo scuolabus, mentre andava a scuola, il giorno del suo compleanno, senza poter assaggiare quel piatto che tanto sognava e che sua madre aveva tanto faticato.
Io ho trovato il suo diario ed ho riportato queste sue poche note nella speranza che voi ci aiutiate a costruire un mondo migliora, senza guerre, senza razzismo, senza confini, senza intolleranze religiose. Un mondo di pace dove vorrei nascesse mio figlio.

Eolodeiboschi (alias IceDefroster)

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia.

Informazioni su icedefroster

Collaboratore al sito https://fuocotempesta.wordpress.com/
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