Analisi dei fumi, alcuni punti importanti

Intendo riparlarne poi in seguito, ma intanto oggi trattiamo di una questione abbastanza importante.

L’inverno è arrivato ed abbiamo quasi tutti, se non tutti, quella brutta scatola piena di tubi che chiamano caldaia. Avete fatto fare il controllo dei fumi (o rendimento di combustione)? Sembra una spesa inutile, ma non è così e qualcuno ci lascia la pelle: l’analisi dei fumi, con il controllo del rendimento di combustione e del tiraggio, non sono solo una banale verifica che la caldaia funzioni a dovere, ma anche che non vi intossichi col monossido di carbonio che produce.

Ebbene sì: quella scatola sputa monossido di carbonio, ovvero CO.

L’analisi (per la caldaie con potenza nominale minore di 35 kW) è da fare:

  • ogni anno in caso di generatore di calore alimentato a combustibili solidi o liquidi;
  • ogni due anni in caso di generatore di calore di età superiore a 8 anni e comunque nel caso di generatore di calore di tipo B installato in locali abitati (di tipo B cioè a camera aperta con canna fumaria a tiraggio naturale che deve essere collocata in locali aerati, con assoluta esclusione di bagni, camere da letto e di locali dove siano presenti camini privi di autonoma presa d’aria, o all’aperto, per prevenire la formazione nei locali di ossido di carbonio per carenza di ossigeno);
  • ogni quattro anni negli altri casi (e comunque ogni qualvolta in occasione di operazioni di manutenzione vengano modificati i parametri di combustione.

Se avete dubbi consultate il libretto di impianto (nelle note), il libretto d’uso o chiedete al vostro tecnico che vi verrà a fare la pulizia annuale.

Il tecnico specialista che vi effettua l’analisi vi rilascia anche un foglio, voi pagate sia lui che quel pezzo di carta che dovete tenere con voi (allegato G). Uno dei punti importanti è un riquadro posto quasi in fondo ed è bene che sappiate a cosa serve e che DEVE essere compilato o quantomeno vi deve essere rilasciato lo stampato della macchinetta che usano per il controllo

Nelle prime caselle vengono riportate le medie di tre misurazioni:

  • Nella casella “Temperatura Fumi” riportare la media delle tre misurazioni della temperatura dei fumi in °C.
  •  Nella casella “Temperatura Ambiente” trascrivere la media delle tre misurazioni della temperatura dell’aria comburente.
  •  Nella casella “O2” riportare la media delle tre misurazioni del tenore di ossigeno nei fumi in %.
  •  Nella casella “CO2” riportare la media delle tre misurazioni del tenore di anidride carbonica nei fumi in %.
  •  Nella casella “Bacharach” vanno riportati tutti e tre i valori rilevati (sono sempre numeri interi) dell’indice di fumosità dei combustibili liquidi (nel caso di combustibili gassosi barrare la casella), la prova si ritiene superata se almeno due delle tre misurazioni rispettano i limiti normativi che sono: per il gasolio minore o uguale a 2, per l’olio combustibile minore o uguale a 6;
  • Nella casella “CO” riportare la media dei tre valori di CO per fumi secchi e senz’aria in ppm, il limite massimo per questo valore è pari a 1000, al di sopra di questo valore l’esito della prova di combustione è da considerarsi negativo, indipendentemente dal valore del rendimento misurato
  • Nella casella “Rendimento Combustione” indicare il valore medio del Rendimento di
    combustione alla massima potenza termica del focolare effettiva. Qui la cosa si fa più articolata, dipende dalla tipologia,quindi mettiamo un estratto dal manualetto empolese (QUI)
    I valori minimi ammissibili del rendimento (sotto al quale la prova si intende non superata) per le caldaie di potenza inferiore a 35 Kw sono:

    •  Per i generatori di calore ad acqua calda la formula per il calcolo del rendimento minimo è
      eta (100) = 84 + 2*Log(Pn), dove (Pn è la potenza termica utile nominale del generatore).
      Se la data di installazione è precedente al 29 ottobre 1993 il valore del rendimento minimo ammissibile si ottiene sottraendo tre punti alla formula precedente; la formula vale per generatori di potenza compresa tra i 4 e 400 kW, per potenze termiche utili superiori ai 400 kW il limite rimane quello calcolato per Pn=400 kW;
    •  Per i generatori di calore ad aria la formula per il calcolo del rendimento è
      eta (100) = 83 + 2*Log(Pn), dove (Pn è la potenza termica utile nominale del generatore).
      Se la data di installazione è precedente al 29 ottobre 1993 il valore del rendimento minimo ammissibile si ottiene sottraendo sei punti alla formula precedente; la formula vale per generatori di potenza compresa tra i 4 e 400 kW, per potenze termiche utili superiori ai 400kW il limite rimane quello calcolato per Pn=400 kW;

    La norma UNI10389 indica anche di considerare una incertezza del ± 2% nella misura del rendimento, a causa delle incertezze date dagli strumenti ed alle letture eseguite.
    Se non si riesce ad alzare il valore del rendimento sopra il minimo normativo durante le normali operazioni manutentive, si dovrà indicare tutto ciò nelle “raccomandazioni”, suggerendo magari le operazioni supplementari da eseguire per riportarlo al di sopra del minimo.
    Sono privi di fondamento fisico i rapporti di combustione in cui uno o più parametri raggiungano (o superino) il massimo teorico per le varie voci previste: ad esempio il 100% di rendimento per caldaie non a condensazione, lo 0% di CO2 ed il 21% di O2; una prova di combustione con valori del genere non è significativa ed anche il rendimento indicato non sarà tenuto in considerazione.

L’importante è che ricordiate di controllare il vostro foglio e chiedere eventuali spiegazioni al vostro tecnico, anche perché non tutti li compilano a dovere ed è sempre meglio informarsi.

Informazioni su FuocoTempesta

Autore del sito https://fuocotempesta.wordpress.com/
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