Arriva lo “sceriffo RAI”

Come forse sapete il canone televisivo è un tributo richiesto per finanziare la radiodiffusione pubblica nei vari paesi, permettendo così la trasmissione di programmi con poca o nessuna pubblicità. Tra i Paesi che hanno abolito il canone ci sono Olanda, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Belgio fiammingo, Lussemburgo, Portogallo, Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia e Turchia. Pagano invece il canone, ma non hanno pubblicità commerciale: Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia. [fonte: wikipedia]

Perché oggi prendiamo in esame l’argomento canone? perché la RAI sta tentando il colpaccio alle tasche sempre più vuote degli italiani..

quest’anno ha annunciato di voler far pagare il canone a chiunque possieda un dispositivo collegato alla Rete, colpendo in particolare aziende e liberi professionisti. Per farlo, ha deciso di applicare il regio decreto 246 del 21 febbraio 1938 che stabilisce il versamento della tassa per “chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” (per l’esattezza l’articolo 27 del regio decreto 246 del 21 febbraio 1938 sancì che sono sottoposti a canone tutti gli «apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo» (quali quindi computer, telefoni cellulari e strumenti similari)). La Rai rassicura, anche sul suo sito, annunciando la differenza tra canone “ordinario” (riguardante i provati) e “speciale” (per aziende ed imprese), in realtà è probabilmente una manovra atta a limitare i tumulti iniziali, visto che il decreto non accenna distinzioni tra i due. A giustificare la disposizione è l’articolo 17 del decreto ‘Salva Italia’ varato dal governo Monti, secondo cui “le imprese e le società […] devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale”. E il costo varia dai 200 ai 6mila euro. Una pessima strategia Rai che in un’Italia in crisi attacca anche quelli che possono essere anche solo meri ed ormai indispensabili strumenti di lavoro.

Non dipende dagl usi che ne fate, quindi in parole povere funziona così: è come avere una tv in casa che non funziona, per il semplice fatto di averla (quindi non di usarla o che non funzioni) dovete pagare il canone RAI, idem con i pc.

Pensavamo che l’aumento del canone fosse celato e limitato dall’ “obbligo” dell’uso del digitale? a quanto pare siamo al piano B

Ecco quindi fioccare critiche e insulti da parte dei contribuenti che, su Twitter, per esempio, si fanno sentire cinguettando all’unisono al ritmo di #raimerda.

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4 risposte a Arriva lo “sceriffo RAI”

  1. gennaro ha detto:

    di cosa ti stupisci??? da qualche parte dovranno pur uscire i soldi per far quadrare quaesta tanto disastrata italia…peccato che a rimetterci siano sempre i soliti contirbuenti…coloro che lavorano onestamente e che faticano a “campare”..coloro che onestamente e a testa bassa credono ancora in questa italia e che costruiscono il suo, si spera diverso, futuro…
    gennaro.

  2. Guido ha detto:

    la RAI ha rilasciato una lista di apparecchi soggetti a canone. Inoltre il canone è una tassa sugli apparati atti o adattabili a ricevere il segnale radiotelevisivo. Un po’ come il bollo auto. Ne parlo sul mio blog

    • icedefroster ha detto:

      Diciamo le cose come stanno: al tempo della legge le tv avevavano poca diffusione (era quasi una cosa da ricchi), i computer a malapena esistevano, internet non era nato e figuriamoci se c’era la diffusione di ora. Il problema è che la legge non è stata abrogata o “specificata” nel tempo ed ora rischia di diventare l’ennessimo inutile fardello sulle tasche già eccessivamente vessate degli italiani.

      Facciamo comunque un altra considerazione usando un esempio: mettiamo che io i canali radiotelevisivi non li guardi, non li segua e non abbia apparecchi tv, in tale posizione, che sia per scelta o per “tasche”, la RAI non ha il diritto di farmi pagare un servizio che non uso e di cui non voglio usufruire, tantomeno ora che la tv e la sua programmazione è diventata VERA spazzatura e che ha un’incidenza terribile soprattutto sui bambini. Una volta potevi chiedere di disabilitare i canali RAI, ora che pare non sia possibile, sembra invece che preferisca fare di tutta l’erba un fascio, mossa drastica da fare tutta solo adesso. Se questo già non basta, aggiungiamoci i toni molto inopportuni e quasi minacciosi delle lettere che ti mandano a casa, che già danno il nervoso.

      Altra precisazione: non ricordo bene l’articolo, ma se non erro i “contribuenti” oltre i 75 anni e con un certo reddito possono essere esentati dal pagamento, non mi risulta che tali soggetti ne vangano anche solo informati, anche se spero di sbagliarmi.

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