In un paesino sperduto

PREMESSA

Ok mi cimento: è un bel po’ che non scrivo racconti, ma devo pur ricominciare, tanto vale allora riproporre alcuni vecchi esercizi che facevo sul sito liberodiscrivere, poi diventato a pagamento e quindi una spesa per me non sostenibile (non mi ritengo così bravo), ma allo stesso tempo non mi va finiscano nel dimenticatoio quindi li metto qui. Qui il mio nick era “Eolo dei boschi” ed i racconti e le parole in libertà sono più o meno del 2004…periodo in cui ero ancora mooooolto romantico

In un paesino sperduto – Racconti brevi

1° giorno
Che dire? Sono da poco arrivato in un paesino sperduto con mia madre e dove mi troverò a vivere “per un po’”. Il paesino si sviluppa interamente su una collina; dire che è tutto scale è dire poco. Mentre salivo per giungere alla nostra dimora ho intravisto un edificio che potrebbe essere la mia scuola: ha una forma strana, con un ingresso stile tempio greco, come quello delle cartoline, con scritto sulla sommità della struttura, in bassorilievo, “S. Nicola”, ricorda il nome di una chiesa. Ero talmente preso dai miei pensieri che non mi sono accorto di essere entrato in un edificio finché mia madre non si è fermata e con lei mi sono trovato a fissare un’immensa scala squadrata che pareva dominare l’intero edificio. Salendo le scale non ho potuto fare a meno di notare il gran numero di porte: ci doveva vivere mezzo paese qua dentro.

2° giorno
A scuola ho scoperto che quasi tutti i miei compagni di classe abitano nel mio palazzo, lo chiamano il “condominio nella roccia”, in quanto pare sia stato scavato nella collina. Inoltre ho scoperto che qui le lezioni sono organizzate in un modo tutto particolare: le materie vengono trattate a giornate, nel senso che c’è il giorno dell’educazione fisica, il giorno dell’italiano…Oggi è appunto il giorno dell’attività sportiva: il prof, non c’è, ma ognuno sa cosa fare e come, si controllano e si aiutano a vicenda, divisi per sport. Io invece mi trovo ad osservarmi intorno mentre la “capoclasse di questa materia” cerca di scoprire quale attività sia giusta per me e, alla fine, con una scusa idiota mi incita a correrle dietro. Mi trovo a correre per mezza scuola superando un gran numero di ostacoli di vario genere. Vista così la scuola sembra un labirinto, fortunatamente ero uno dei più bravi della mia regione nella corsa campestre: non mi avrebbe seminato facilmente. L’avevo quasi raggiunta, ma a poco dalla fine del secondo giro siamo passati dall’aula studio e ho scorto una ragazza in particolare. Senza accorgermene rallento fino a fermarmi senza smettere di fissarla e, avendola superata, sono tornato indietro e mi sono fermato accanto a lei. La ragazza in questione stava scrivendo appunti riguardo un libro che aveva davanti, lo guardava e poi scriveva.
<<Ciao, sono nuovo della scuola…sto correndo>> mi guarda e si rimette a scrivere. Riprendo a correre, ormai avevo solo i suoi occhi nella mente e, senza accorgermene, comincio a filare come un treno. Mi fermo davanti alla capoclasse e ad un uomo.
<<Si è fermato in aula studio, ma è veloce>> l’uomo accanto a lei annuisce.

3°giorno
Sono qui da meno di due giorni e sono già nella squadra della scuola. Ieri, tornato a casa ho conosciuto due ragazzi che vengono a scuola con me: hanno fatto un po’ i bulli da principio, ma abbiamo subito fatto amicizia, oggi siamo compagni di banco. Mentre aspettavamo l’insegnante d’italiano ho fatto ridere tutti, anche la ragazza ha riso. Poi è entrata una vecchia, non era proprio vecchia, ma aveva un’espressione dura e tutti si zittirono. Al vederla tutti hanno preso il libro e hanno mostrato la lezione del giorno, non la assegnava, ma ognuno sapeva cosa doveva fare. Poi ha chiesto ad uno dei miei compagni di banco di leggere: mi sorpresi nel notare che leggeva peggio di me, dopo avrei dovuto leggere io, ma l’altro mio compagno mi ferma con un gesto e inizia lui. I due ragazzi avevano un sorriso stampato sulle labbra. Il mio nuovo amico inizia a leggere in maniera comica e tutti giù a ridere, tanto che non sentivamo nemmeno la prof..

3° giorno (più tardi)
Dopo un po’ che ero a casa è arrivata mia madre tutta incavolata con una busta in mano:<<Possibile? Sei qui da meno di tre giorni e una tua insegnante mi manda una nota a casa dicendo che sei stato “elemento di disturbo”. E me l’ha mandata come posta prioritaria!>>
Perché usano le poste qui? Sbattuta forte la porta dietro di sé mia madre esce di casa, la inseguo per le scale cercando inutilmente di spiegarmi. Quando orami era lontana volevo solo strozzare quella stupida prof.. Tornato a casa scorgo molti miei compagni seduti sui divani di casa mia con i libri di scuola in mano. Vedendomi, gli amici conosciuti il giorno prima mi vengono subito incontro dicendomi che erano tutti venuti per studiare con me e aiutarmi con le punizioni mandatemi dalla vecchia pazza. In ultimo mi avevano detto che sarebbe venuta anche la ragazza.
Quando le ho aperto la porta mi ha guardato con due occhi che mi ci sarei perso , ha abbassato lo sguardo con un sorriso mesto, un po’ imbarazzata e dolcemente: <<Grazie per oggi>>. Siamo così rimasti a guardarci sprofondando l’uno negli occhi dell’altro per un istante lungo una vita, e finalmente…
DRIIIIIIIINNN!!!!!! Con un brusco salto mi sveglio nel letto di casa, in un altro mondo, un’altra realtà, con un lavoro maldito che mi scoccia, ma quegli occhi appartengono sia a questa che a quell’altra realtà e quegli occhi hanno quella luce che mi trascina in un mondo che non è di nessun mondo, che è del mio cuore e nel mio cuore, dove batte dolcemente all’unisono con il mio respiro, avvolgendomi in un tepore che mi farà dimenticare per un istante di esistere facendomi semplicemente essere. Uno sguardo che forse oggi rivedrò…

 

Eolodeiboschi (alias IceDefroster)

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