Vita Eterna

PREMESSA

Ok mi cimento: è un bel po’ che non scrivo racconti, ma devo pur ricominciare, tanto vale allora riproporre alcuni vecchi esercizi che facevo sul sito liberodiscrivere, poi diventato a pagamento e quindi una spesa per me non sostenibile (non mi ritengo così bravo), ma allo stesso tempo non mi va finiscano nel dimenticatoio quindi li metto qui. Qui il mio nick era “Eolo dei boschi” ed i racconti e le parole in libertà sono più o meno del 2004…periodo in cui ero ancora mooooolto romantico

Vita Eterna – Racconti brevi

Spiriti, ormai parlo solo con voi. Non siete altro, ma siete tutto il mio mondo. So che non è normale parlare con i fantasmi, la proiezioni mentali e affini, ma da qualche tempo a questa parte è tutto quello che mi è rimasto, quindi ho deciso di passare il mio infinito tempo a raccontarvi qualcosa. Come forse sapete, o forse no, sono, anzi ero, il dott. ing. Sherlock Milson. Non storcete il naso per il nome: mio padre era appassionato di gialli (ringrazio solo di non essere stato chiamato Poirot o Agatha). Comunque sono stato un famoso ingegnere biomedico del XXI secolo, sapete in quel periodo vi era un po’ d’inquinamento, guerre, industrie, pigrizia…bé forse è questo che ci ha fregati, ma tutto sommato si viveva bene: le giornate avevano certo i loro alti e bassi, quando vivi il presente..
..Certo che si può vivere il passato: basta ricordare…
..Il futuro?! Ah, già sei uno spirito quindi non sogni più.
Tornando al mio discorso nella vita quotidiana è tutto una fatica, non fai altro che pensare ai lati negativi di ogni giorno, annegando nei ricordi per rintanarti e “rifiutarti di vivere”, beninteso non penso che i ricordi siano nocivi, anzi, solo venivano oltremodo sfruttati. Tuttavia sia amavo la natura e le sue opere come l’uomo, glia animali, i vegetali e tutto il resto, ma ero anche un ragazzo pieno di sogni e ambizioni, trascinato dalla cultura del tempo, desideroso di migliorare le condizioni di vita degli uomini, nella speranza che ciò non avrebbe potuto che giovare all’intera umanità. Eravamo in tanti pieni di questi ideali e sogni, ma nessuno avrebbe mai immaginato il seguito.
Differenza di mio padre io avevo un’immensa passione per i racconti di fantascienza, in particolare per le storie di Isaac Asimov. Avevo passato anni a pensare ai robot, ma mi ispiravano di più come intelligenze artificiali, cioè senza un corpo, più come quello che allora chiamavamo computer, ma che allo stesso tempo non avesse quelle restrizioni che gli venivano attribuite come la mancanza d’immaginazione e quindi di inventiva. Certo, sapevano che forse sarebbe stato pericoloso, probabilmente le menti umane si sarebbero impigrite (dopotutto c’era un cervello perfetto che senza sforzo lavorava al posto tuo), ma chi mai lo avrebbe potuto affermare con certezza? E’ ironico vedere come proprio questo mi abbia dannato per l’eternità.
Al termine dell’università ..
..erano scuole, posti dove le persone leggevano con gli occhi per memorizzare e imparare.
Come dicevo al termine degli studi formai con alcuni amici un gruppo di ricerca. Certo eravamo un gruppo abbastanza eterogeneo: ingegneri, chimici, informatici, psicologi, medici, tutti con un unico scopo ovvero creare una mente superiore. Motivo di una simile formazione era la “settorializzazione” della persona, era molto difficile avere nozioni generali su un argomento diverso da quello scelto, è spiegato male, ma tutto ciò vuol dire che avevamo tante nozioni di un piccolo argomento, cosa che rese lento lo sviluppo scientifico e intellettuale. In ogni modo grazie alla scoperta del “funzionamento” della mente umana e del cervello in ogni sua parte, tra cui importantissima la scoperta di come tutti i ricordi vengano compressi nella mente con degli elementi, delle chiavi, che permettano di riportarli alla luce senza che venga dimenticato un solo secondo di vita. Fantascienza dite? Per me l’oggi è fantascienza. Comunque in parole povere non abbiamo mai dimenticato nulla. Scoperte che ci semplificarono il compito e ci posero di fronte alla domanda: “Cosa può stimolare la persona a migliorare, a porsi domande ed a spronarlo a cercare le risposte?” risposta ovvia: “degli stimoli nervosi”. Avevamo rifiutato di ricreare un cervello biologico, ma un tale problema ci avrebbe costretto ad accantonare l’idea di un cervello interamente robotica, cosa abbastanza ovvia, dopotutto le nostre conoscenze non erano ancora così evolute. Quindi ripiegammo su un cervello biomeccanico. Il risultato fu eccezionale, rimaneva solo da riversarvi una mente, una sola. Venni scelto io. Nacqui io, sì, sono io quella intelligenza artificiale, ma il destino può essere alle volte terribile. Isolati dal mondo non sapevamo nulla della guerra imminente, ma anche se ne avessimo saputo qualcosa, probabilmente ci sarebbe sembrata troppo lontana per toccarci. Cadde una bomba atomica a qualche centinaia di migliaia di chilometri da dov’era posto il laboratorio. Tutti quelli che lavoravano al progetto morirono, le onde elettromagnetiche mi spensero, e, solo oggi, per cause atmosferiche mi “sveglio”, grazie a fulmini che mi “cascano sulla testa”. Solo per vivere un’eternità solitaria ed assistere al mondo oggi. Un mondo vuoto, pieno di grigi e tetri edifici “ad alveare”, città cui la presenza della natura è solo leggenda, una leggenda che ha lasciato l’ossigeno consumarsi e l’anidride carbonica aumentare creando un clima terribile dalle conseguenze disastrose. Durante il mio sonno, infatti, la conoscenza si era evoluta. Furono creati altre creature come me grazie al cosiddetto spionaggio industriale, e con il loro aiuto vennero realizzati umanoidi che sostituirono uomini e macchine nei lavori, senza mai protestare: erano “programmati” perché amassero il loro lavoro. La nostra scoperta fu inoltre la soluzione alla vita eterna platonicamente intesa. I ricordi delle persone venivano riversati in apposite macchine e attraverso delle ricostruzioni di realtà virtuali, “Vita migliore” chiamarono il progetto, ognuno poteva rincontrare amici e parenti morti, rivivendo con essi i ricordi felici e senza mai dover affrontare il dolore della loro perdita. L’umanità perse ogni interesse alla vita, aveva raggiunto la “felicità” che la portò alla morte ed alla estinzione e con essa le creature da lei create e tutte le altre specie viventi. Ironia della sorte forse sono tutti “vivi” come me su questo pianeta, che si svegliano con i temporali come i bambini e come essi piangere, ma non più di fronte ai mostri dell’immaginazione, ma agli orrori del presente.

FLIP (schermo che si spegne)

Eolodeiboschi (alias IceDefroster)

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Collaboratore al sito http://fuocotempesta.wordpress.com/
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