SPOT: quando anche le buone intenzioni diventano…inquietanti

Odio le pubblicità, ma allo stesso tempo…le adoro, o quantomeno adoro criticarle, smontarle e riderci su: una volta creavo anche dei video con delle battute ironiche, ma non sono molto bravo con le battute ed inoltre le pubblicità che “riescono male”, hanno da sempre la tendenza a sparire da ogni media alla velocità della luce.

Non è il caso della pubblicità che ho trovato giusto ieri su un articolo del giornale: stavolta m’ha smontato lei.
La pubblicità in questione è stata “firmata” da un’associazione Vegan in una campagna messa a punto da due associazioni, la “Campagne per gli animali” di Treviso e l’«Associazione di Idee Onlus» di Grosseto che ha raccolto, come si legge nel sito internet, 350 dei 484 euro necessari per l’affissione dei megaposter. Megaposter affisso in una zona abbastanza traffica di Grosseto, zona stadio.

Verrebbe da dire “ohhh finalmente una pubblicità che esprima idee, opinioni”…stavolta però si sono spinti anche un po’ troppo oltre.
A voi il poster

sinceramente mi ritengo una persona abbastanza elastica, che crede che sia giusto difendere le proprie idee (almeno finché queste non minano la vita o la libertà degli individui), ma questa mi ha dato noia, nonostante alla fine raffiguri una bambola di plastica.
Infatti il poster in questione ritrae un bambolotto, delle fattezze di un bambino quindi, a pezzi, messo sottovuoto e confezionato in una porzione simile a quello della carne nei supermercati e riporta il messaggio “Chi mangi oggi? Gli animali non sono cose. Quando li mangi o li sfrutti, mangi qualcuno. Non qualcosa. Diventa vegan”.
L’idea di mangiare un bambino? quando ho letto la notizia mi è venuta voglia di diventare cannibale per davvero e mangiarmi gli autori prima bolliti nei calderoni delle vignette e poi rosolati sul fuoco.

Poi però è venuta solo la delusione: la delusione che si possa arrivare davvero a tanto per esprimere un’idea, in una forma poi che più che esprimere sembra voler imporre…

ciliegina sulla torta l’intervista comparsa su uno dei tanti articoli:

“Abbiamo ottenuto il nostro obiettivo” – D’altro canto, nel sito dell’associazione pro vegan, si legge: “Il nostro intento come ideatori della pubblicità “Chi mangi oggi?” era esattamente questo. Riteniamo interessante dal punto di vista antropologico evidenziare che la fotografia di un bambolotto rappresentante le fattezze di un bambino umano smembrato e impacchettato, suscita generalmente indignazione e disgusto, mentre le continue e quotidiane pubblicità raffiguranti i corpi degli animali non umani smembrati e impacchettati in varie modalità non provocano lo stesso disgusto, anzi al contrario paiono universalmente accettate”.

tratto da: tgcom24

Davvero complimenti, avete ottenuto il vostro scopo: se prima qualcuno poteva esser curioso e volersi informare sui vegani, beh con questa pubblicità avete creato repulsione

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Autore del sito http://fuocotempesta.wordpress.com/
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10 risposte a SPOT: quando anche le buone intenzioni diventano…inquietanti

  1. laura ha detto:

    Hai ragione. E’ l’esempio perfetto di come NON si fa pubblicità.

  2. Posso ricordare all’autore dell’articolo che egli ha miseramente fallito nel collegamento tra il messaggio testuale e l’immagine.
    Neanche chi odia le pubblicità dovrebbe fare a meno di considerare l’intero contesto se intendesse seriamente analizzarne i contenuti.
    Ti assicuro che l’effetto che questo cartellone ha provocato in città non è stato ne di indignazione ne di repulsione, come al solito la parte sana della città ha reagito in maniera composita ma positiva, commentando anche criticamente ma senza demonizzare i curatori della campagna come hanno fatto giornalisti, sindaco e garanti vari a fumosi precetti che nulla hanno a che vedere con la scelta etica Vegan e la trasmissione ad un pubblico di una idea precisa, di un concetto semplice e chiaro, di un messaggio di amore e compassione.
    La parte in collusione col “pensiero unico dominante” che governa la nostra società e che ne influenza pesantemente le relazioni intra e inter specifiche è quella parte meno sana della città che NON vuole riconosciuti i fondamentali diritti agli animali, primo fra tutti quello di non soffrire, è la parte che desidera che si continui ad ignorare l’immenso carico di terrore, dolore e miseria che questo modello sociale ed economico riversa sugli animali, ultimi tra gli ultimi nella scala gerarchica accettata, destinati all’industria carnea, nati solo per soffrire e per finire sotto le lame di un macellaio.
    Se ti guardi intorno quando sei in strada o quando ti aggiri in un supermercato, le insegne dei negozi, i cartelloni pubblicitari, i banconi frigo, le vetrine dei negozi sono tutti luoghi stracolmi di immagini ben più tremende di quella suggestiva che abbiamo utilizzato nel nostro poster.
    Ma sei mai stato in un mattatoio?
    Hai mai guardato negli occhi un maiale mentre lo trasportano da un luogo di sfruttamento all’altro?
    Hai mai visto una madre mucca come combatte con l’allevatore che appena nato gli toglie suo figlio per farne fettine di vitella? L’hai mai sentita piangere e cercare il suo piccolo per giorni?
    Ti sei mai chiesto come ti sentiresti tu?
    O forse, come sono sicuro, l’ideologia antropocentrica e la presunzione di superiorità della nostra specie, inculcata fin da piccoli nelle nostre teste ha completamente inaridito la tua coscienza e la tua capacità di empatizzare con chi soffre, con chi è tato trasformato da individuo senziente in mero oggetto di proprietà.
    Riflettici, non è mai troppo tardi per aprire gli occhi all’universo di angoscia, di solitudine e di disperazione in cui l’ideologia specista condanna, nell’indifferenza ( quasi ) generale miliardi di animali cosidetti “da reddito” ogni anno nel mondo. Il loro è un silenzioso olocausto senza fine, e noi a Grosseto, come in precedenza nelle città di Pordenone e di Torino abbiamo tentato di restituire a queste povere anime un minimo di dignità, un minimo di considerazione.
    Troppo facile sparare a zero su degli attivisti da dietro una tastiera di un computer che impegnano le proprie risorse personali mettendosi in gioco , prova almeno a immedesimarti.
    ma tu cosa fai per cambiare questo mondo? O forse ti va bene così com’e’?
    Noi abbiamo scelto di lottare coi pochi mezzi che abbiamo per una idea che ci anima, ci motiva e che ci appassiona.
    I tuoi toni di banale sufficenza fanno eco alle urla strazianti di chi muore senza riuscire a darsene ragione.

    • DesertoArido ha detto:

      Intanto mi scuso per i toni un po’ accalorati che ho usato, ma questo spot proprio non l’ho digerito…

      comunque prima di risponderti ci tengo a sottolineare alcune cose:
      1- non ho mai detto di essere contro le idee ed i principi vegani
      2- non sparo a zero sugli attivisti: sto parlando di una singola pubblicità
      3- non attaccare me, perché non mi conosci e non sai ciò che faccio e, nonostante mi faccia il mio mazzo, non son cose che sbandiero in giro, se vuoi possiamo discutere del post e della pubblicità

      puntualizzate queste cose, capisco il tuo infervoramento, la passione in quello in cui credi, ma secondo me questo cartellone è stato più che altro controproducente. Certo io avrò fatto un collegamento sbagliato, ma come hai visto e scritto anche tu non sono stato l’unico, anche se per motivi forse diversi..

      La cosa che mi ha dato più fastidio è che questa pubblicità m’è sembrata volta più a creare “scandalo” che ad informare. Una cosa che mi spiace è che molti hanno ottimi principi e buone idee, ma talvolta non si diffondono bene.

      Al di là anche solo dell’associazione con un bambino, la mia impressione è che questa pubblicità abbia più spaventato che informato e non credo che molte persone si siano andate ad informare più di quante invece di siano allontanate più decise che mai, senza contare che sfrutta un canale che invece dovrebbe essere minato: le pubblicità tendono a strumentalizzarci, negandoci individualità e mettendoci all’ingrasso, rendendo l’uomo MAI sazio. Con questa pubblicità secondo me, non solo è stata allontanata tanta gente, ma è stato detto alla gente che sui cartelloni pubblicitari può trovare tutto quello che deve sapere e che gli permette di decidere.

      Magari sbaglio e son pronto a discuterne ed ascoltare altri punti di vista, ma per ora è quello che penso

  3. SerenaVeg ha detto:

    Fa così impressione un cartellone con un bambolotto….e un animale ucciso e fatto a pezzi no? Perché allora nei supermercati, reparto macelleria non mettono nelle vaschette gli animali a pezzi con tanto di zampe, di testa e occhi?
    Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, come ben sanno tutti quelli di noi che hanno un cane o un gatto.
    Una mucca non e’ molto diversa da un cane, da questo punto di vista. Ne’ un maiale e’ diverso, e’ un essere intelligente, affettuoso e curioso.
    Ma questi animali vengono invece trattati come cose: affinché l’attività di allevamenti, mangimifici,impianti di macellazione e catene di distribuzione risulti economicamente compatibile con i livelli produttivi richiesti dal mercato, e’ necessario che il prezzo di carne, latte e uova rimanga accessibile per il maggior numero possibile di consumatori.
    Per essere sostenibile, la zootecnia chimica e intensiva deve quindi massimizzare i profitti basandosi su ribasso delle spese.
    Ormai il 99% degli allevamenti sono intensivi: gli animali vengono allevati in spazi ristretti senza la possibilità di uscire alla luce del sole. Ogni tanto si vedono delle vacche al pascolo, e’ vero, ma sono solo quell’1% di animali piu’ “fortunati” che vengono trattati meno peggio. Anche a questi tocca, comunque la stessa fine degli altri: il macello. Li vengono ammazzati senza pieta’, senza alcun sentimento di compassione, senza sentire che si tratta di esseri senzienti.
    Perchè non è giusto
    Uccidere gli altri animali è un atto di sfruttamento e violenza, e lo facciamo solo perché abbiamo il potere per farlo, non perché è giusto così.

    Tanti perché per diventare vegan:
    Perché nessuna creatura vuol vedere la sua famiglia massacrata
    Le mucche amano i loro vitelli, le scrofe amano i loro maialini, e le galline amano i loro pulcini. Gli animali d’allevamento amano la propria famiglia e soffrono per l’uccisione dei loro figli.

    Perche’ non dovresti mentire ai tuoi figli
    I bambini proverebbero orrore se sapessero delle crudelta’ e della violenza usate per trasformare i polli, i maiali e altri animali in polpette e prosciutti e altri “cibi”.

    Perche’ non mangeresti il tuo cane
    Molte persone provano orrore per l’abitudine di altri popoli di mangiare cani o balene, ma questi animali non soffrono di piu’ degli animali consumati normalmente in Europa. La differenza sta solo nell’abitudine, non nella morale.

    Perche’ e’ una violenza che puoi fermare
    Ci sentiamo impotenti nel cercare di fermare la guerra o altre forme di violenza, ma abbiamo pieno potere nella scelta di non sostenere gli allevamenti e macelli rifiutando i cibi a base di carne.

    Perche’ ci vuole una persona davvero piccola per picchiare un animale indifeso… e una ancora piu’ piccola per mangiarlo
    Il modo in cui vengono trattati gli animali negli allevamenti e’ cosi’ crudele che se le stesse azioni fossero commesse su cani e gatti, per la legge italiana il colpevole finirebbe in galera. Ma attenzione: non e’ colpa “dell’allevatore cattivo”, ma di chi gli da’ i soldi quanto fa la spesa in macelleria…

    Perche’ nessun animale merita di morire per le tue papille gustative
    Il desiderio di un essere umano di sentire per un momento il sapore della carne non e’ certo tanto importante quanto il desiderio degli animali di non venire torturati e uccisi senza pieta’.

    Perche’ le malattie cardiache iniziano nell’infanzia
    La carne non coentiene fibre, ma e’ piena di grassi e colesterolo, ed ecco perche’ il piu’ famoso pediatra degli Stati Uniti, il Dr. Benjamin Spock, nell’edizione finale, riveduta e aggironata, del suo libro, diffuso in tutto il mondo, “Baby & Child Care” (“La cura di bambini e infanti”) raccomanda di non dare ai bambini alcun tipo di carne.

    Perche’ mangiare carne e latticini ti fa ingrassare
    Abbandonata ormai la “dieta mediterranea” a favore di una ad altissimo contenuto di alimenti animali, come nazione stiamo ingrassando sempre di piu’, abbiamo il primato dei bambini sovrappeso e obesi in Europa. Solo il 2% dei vegan sono obesi, contro il 9% degli onnivori (in Italia).

    Perche’ la carne e’ “sporca”
    L’OMS stima che in Europa circa 130 milioni di persone siano colpite ogni anno da intossicazioni alimentari e dichiara: “Il rischio maggiore sembra essere la produzione di cibo animale. E’ da lì che nascono i pericoli più gravi per la salute, per esempio le contaminazioni da Salmonella, Campylobacter, E.coli e Yersinia”.

    Perche’ il grano usato per nutrire gli animali potrebbe essere usato per nutrire chi ha fame
    Il 77% dei cereali in Europa è destinato non al consumo umano, ma ai mangimi per animali. Su scala mondiale, il 90% della soia e la metà dei cereali prodotti globalmente sono destinati a nutrire gli animali anziché gli esseri umani. E’ stato calcolato che con il solo spreco degli USA nella trasformazione vegetale-animale si potrebbe assicurare un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra.

    Perche’ piu’ della meta’ dell’acqua usata in Europa e’ destinata all’allevamento di animli
    Il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno (5 kg di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia!). Mentre il mondo e’ sempre piu’ assetato e il problema acqua sempre piu’ grave.

    Perche’ non puoi mangiare carne e dirti ‘ambientalista’
    Trasformare vegetali e acqua in prodotti animali anziche’ usare queste risorse direttamente per il consumo umano, e’ una delle maggiori cause di spreco (di raccolti, di acqua, di energia) e di inquinamento nei paesi industrializzati. Gli allevamenti intensivi richiedono piu’ acqua di tutte le altre attivita’ messe assieme, e producono una quantita’ di deiezioni di gran lunga superiore a quella della totalita’ della popolazione umana (130 di piu’, negli USA). L’80% degli erbicidi usati negli USA viene utilizzato nei campi di mais e di soia destinati ll’alimentazione degli animali. Le calorie di combustibile fossile spese per produrre 1 caloria di proteine dal grano sono pari a 2,2. Per i cibi animali ne servono molte di più, in media 25, ma in particolare 40 per la carne bovina, 39 per le uova, 14 per il latte, 14 per la carne di maiale.

    Perche’ sono indifesi
    Il premio Nobel Isaac Bashevis Singer ha chiamato lo specismo (la discriminazione in base alla specie, cosi’ come il razzimo, il sessimo, ecc.) la “piu’ estrema” forma di razzismo, perche’ gli animali sono in assoluto i piu’ indifesi, e i piu’ facili da sceglier come vittima.

    Perche’ anche gli animali gridano di dolore
    Se li bruci, lo sentono. Se gli fai l’elettroshock, lo sentono. Gli animali provano dolore nella stessa esatta maniera, e con la stessa intensita’ di noi umani.

    Perche’ non vogliono morire
    Gli animali tengono alla propria vita, esattamente come gli umani.

    Perche’ hanno paura
    Gli si rizza il pelo sulla schiena, se la fanno addosso per la paura, tremano, proprio come facciano noi quando siamo pazzi di terrore al pensiero di venire feriti o uccisi.

    Perche’, per quanto la affetti e la tagli, e’ sempre carne
    Anche gli altri animali sono fatti di carne, ossa, sangue, proprio come noi, e quindi dire “carne” in senso di cibo e’ solo un eufemismo per intendere “animale ammazzato”.

    Perche’ il commercio non giustifica la violenza
    Le industrie della carne di pollo, di maiale e altre industrie basate sullo sterminio di massa sono enormi, ma e’ ora che facciano la stessa fine del commercio degli schiavi (anch’esso aveva forti incentivi economici).

    Perche’ non e’ a questo che servono le ali
    I polli e le galline (come anche altri animali d’allevamento) non possono MAI respirare l’aria fresca, sentire il sole sulla pelle, costruire un nido, accudire i loro cuccioli, o fare una qualsiasi altra delle cose che sono nati per fare.

    Perche’ tutti vogliono essere liberi
    Sappiamo che e’ vero per gli uccelli lasciati liberi da una gabbia e per i cani portati al parco, ed e’ vero, allo stesso modo, per tutti gli animali d’allevamento: desiderano la liberta’, proprio come gli umani, anzi, di piu’, perche’ la loro vita e’ nella natura.

    Perche’ se mangi pesce NON sei vegetariano
    I pesci hanno la stessa capacita’ degli uccelli e dei mammiferi di reagire al dolore, e ciascuno di loro e’ un individuo degno di rispetto. Secondo una rassegna pubblicata sulla rivista “Fish and Fisheries”, i pesci sono molto intelligenti, hanno memoria a lungo termine e imparano l’uno dall’altro, usano attrezzi, formano una gerarchia sociale, e possono essere paragonati ai primati non umani. La biologa marina Dr. Sylvia Earle spiega che i pesci sono “di buon carattere, curiosi. I pesci sono sensibili, ciascuno ha la sua personalita’, provano dolore se sono feriti.”

    Perche’ avere il potere non significa avere il diritto
    Nel nostro sviluppo morale come specie, abbiamo raggiunto un punto in cui e’ ora di riconoscere che le altre specie meritano considerazione, proprio come alla fine abbiamo riconosciuto che la schiavitu’ era sbagliata, che le donne hanno il diritto di votare, e che i bambini non vanno picchiati.

    Perche’ non e’ necessario
    La sofferenza degli animali e tutti i problemi ambientali dovuti alla produzione di prodotti animali non sono un male necessario. I vegetariani e i vegani sono la dimostrazione vivente che non solo si puo’ vivere lo stesso, ma anche con una salute migliore.
    Tratto da: Passo a VEG!

    • DesertoArido ha detto:

      Non ti tiro il collo (in senso ironico eh) solo perché siamo in rete: ma l’hai letto il post almeno? non sono contro le idee vegane, ma trovo la pubblicità esagerata, se poi t’interessa ti dirò anche perché. La prossima volta però evita un copia incolla assurdo ed illeggibile -.-

  4. Francesco ha detto:

    Bè, intanto, grazie a questo cartellone fonalmente se ne parla… e la cosa deve fare riflettere. Poi magari se ne metterà uno meno “oltraggioso” con delle donne umane alle cui mammelle sono attaccati gli stessi tubi per mungere il latte alle mucche…

    La vita è sacra tutta… qui non si stanno dibattendo scelte alimentari, ma uno sterminio di massa sistematico che finirà… Le persone che mangiano prodotti animali e loro derivati (io ero uno di questi non molto tempo fa) devono sapere… e quando ci sarà una buona campagna di sensibilizzazione capillare (pubblicità progresso) ci saranno sempre meno persone che si esporranno individualmente perchéce ce ne sarà sempre meno bisogno.

    L’atteggiamento di indifferenza dinalcuni mi ricorda molto i tempi degli schiavi che potevano essere venduti , torturati, seviziati, violentato e uccisi a piacimento… (purtroppo questo avviene ancora oggi in certe parti oltre che in certe menti nel mondo) e tutto questo era ritenuto semplicemente normale.

    Oggi l’oggetto di tale sistema di morte è cambiato… Sono solo gli animali, ma l’atteggiamento dei molti è quello di qualche centinaio di anni fa: niente esposizione, omertà, indifferenza…. Ma sì, ognuno pensi a a se stesso (che miseria d’animo) ignorando che gli allevamenti intensivi (al di là della violenza sistematica pianificata in pieno stile nazista) non fanno altro che promuovere il deforestamento per creare nuove aree destinate alla coltivazione di piante foraggere per alimentare tali animali piuttosto che rendere disponibili tali terreni per la coltivazione di piante ad uso alimentare umano (magari nutrire gli affamati del terzo mondo come lo vedete?).

    Gli allevamenti intensivi contribuiscono inoltre a inquinare il suolo e le acque oltre a richiedere grandi quantità di queste per la pulizia degli allevamenti.

    Io non penso solo agli animali, ma anche ai bambini, alle donne e ogni altro essere maltrattato, seviziato, percosso.

    La giustizia deve esserci per tutti e non soltanto per alcuni…

    L’allevamento degli animali esiste da circa 15.000 – 20.000 anni, quello intensivo dal secondo dopoguerra: quindi NON è sempre esistito… L’uomo è comparso sulla terra circa un paio di milioni di anni fa ed era addirittura fruttariano (dopotutto perchè rischiare la vita senza neanche essere provvisto di artigli e zanne).

    Quindi smettiamola di accettare le cose come sono e ragioniamo con la nostra testa togliendoci dagli occhi quel velo di menzogne (vedi pubblicità con mucche felici come la Lola del latte Granarolo di qualche anno fa) con il quale ci hanno fatto crescere.

    Certo, ci vuole coraggio a dire di NO al sistema, ma con quale coraggio possiamo andare avanti così? Era proprio arrivato il momento che si facesse una pubblicità choc del genere (chissà cosa direbbe Oliviero Toscani)…

    Dopotutto, in un mondo assuefatto come il nostro, dove donne vengono violentatev e malmenate selvaggiamente per strada, in pieno giorno, nella totale indifferenza dei passanti, cos’altro fare?

    È una vita che veniamo bombardati da messaggi pubblicitari più o meno subliminali… Sempre trattati come consumatori da spremere e nei quali creare continuamente il bisogno di dover per forza possedere qualcosa “aiutandoci” così a sentirci parte del gregge di pecoroni.

    Adesso è arrivato il momento di utilizzare gli stessi meccanismi si persuasione.

    I mezzi di distrazione di massa hanno i giorni contati perché per alcuni di noi (sempre di più) l’incantesimo si è infranto e ormai sappiamo troppo per tornare indietro… ADESSO SI VA SOLO AVANTI!!!!

    Liberté, fraternité, egalité per tutti… NESSUNO ESCLUSO.

    Io amo gli animali, le persone, la natura e il mondo in cui vivo e non sono per dividere ma per UNIRE. ❤

    • DesertoArido ha detto:

      Beh intanto grazie per il commento, nonostante la lunghezza ho gradito che tu abbia espresso il tuo pensiero, ma vorrei farti notare un paio di cose

      Intanto nel post non sono contro le idee vegane, ma col modo di esprimerle attraverso questa “pubblicità”, ci sono tanti modi di comunicare e far conoscere un’idea, io però non ho visto nessuno sull’essere vegani o vegetariani, magari anche solo per un problema di diffusione o…di fare…chissà…

      quanto all’usare un mezzo “così” secondo me è controproducente: la pubblicità ed i mass media oggi tendono a “mettere all’ingrasso” le persone, perché siamo strumenti, stiamo diventando gli animali che giustamente difendi, ma secondo me se non miniamo direttamente questo tipo di comunicazioni non si arriverà a niente di buono e penso che questo tipo di pubblicità dica proprio ciò che l’uomo non deve pensare: che sui cartelloni pubblicitari c’è tutto quello che deve sapere e che gli permette di decidere

  5. gattopersempre ha detto:

    Associazione contro la violenza sui bambolotti: “Proteggiamo i nostri bambolotti! Salva un bambolotto! Adottalo! Con solo 10 euro al giorno gli garantirai tanti vestitini e giocattoli nuovi!”.

    • DesertoArido ha detto:

      Ahahahah :D
      al di là che il problema era la “forma” della pubblicità e non il bambolotto…meglio non sapere che ci facevo io da piccolo :P
      Avere una sorella che gioca coi bambolotti penso istighi alla violenza contro questi :P :P

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