7 dicembre: Nicla Vassallo attacca gli anobiiani

Per chi non lo sapesse, nonostante ne abbiamo già trattato in precedenza, aNobii è un social network dedicato ai libri: qui ogni utente può creare un proprio “archivio” virtuale dei propri libri (letti e/o posseduti), votarli, commentarli e discuterne sui gruppi (gruppi che ovviamente sono aperti anche a diversi temi), nonché scrutare le librerie altrui, chiedere consigli e vedere chi ha un migliore grado di compatibilità con la propria libreria (ovvero gusti simili).

Oggi mi hanno fatto notare un articolo che tale Nicla Vassallo (docente a Londra ed in Italia di filosofia e specializzata in epistemologia, logica, metafisica e…”saggista”) ha scritto per il Venerdì di Repubblica del 7 Dicembre 2012 (QUI una copia) dal titolo “Alla larga dagli «aNobiiani» lettori saccenti e un po’ marpioni – Questo social network dedicato ai libri pretende di essere un salotto di alto livello. In verità vi trionfano vanagloria ed esibizionismo”

Devo confessare che mi ha avvelenato come pochi…un po’ perché sono di parte (mi piace anobii: mi è stato utile nel cercare saggi, romanzi, evitare brutti acquisti, anche se non sempre, e conoscere gente tra cui alcuni miei cari amici), ed un po’ perché mi è sembrato un articolo “aggressivo e superficiale” il cui obiettivo non è trattare di un argomento, ma giudicarlo.

Veniamo ai motivi per cui l’articolo mi ha “stizzito”:

1- ANobii è stato definito un “Social network in cui trionfano vanagloria ed esibizionismo [...] Incerta la competenza degli aNobiiani che recensiscono, commentano, votano “ – aNobii è un social network [def. da wikipedia: "un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali" ] quindi tutti possono dare un loro parere su un libro e scriverlo come gli pare e dare al testo un voto “personale”, in quanto tale ogni utente sa che il parere di un altro non è “oro colato”, si può sempre rischiare di beccare un libro sbagliato o di perderne uno che forse ci sarebbe potuto piacere. Senza contare che, il parere di “qualcuno a caso con gusti simili ai miei” può esser più appropriato per qualcuno del parere più “erudito” di un docente, o di qualche critico. Intanto un punto per me importante è che costituisce un mezzo di confronto e per approfondire un minimo la nostra cutura (anche il solo sentirne parlare più volte porta la tua curiosità a cercarne più informazioni): sembra strano, ma è attraverso questo strumento che alcuni poi si buttano di più sulla lettura che su un telefilm od un videogioco, se poi qualcuno impara a far riassunti od esprimere le proprie idee tanto meglio.

2- Carino il punto in cui la docente critica il fatto che “la Repubblica” di Platone abbia ricevuto un voto medio di 3 (scarso) su 5: intanto è un voto medio e poi, al liceo, la maggioranza degli studenti non sopportava Platone, un po’ perché era come il prezzemolo (lo trovavi ovunque e lo dovevi ristudiare o ricordare), un po’ perché odiavano semplicemente quel che la scuola ti imponeva di fare….sinceramente sarei curioso di sapere quanti adulti (non docenti) lo abbiano riletto, temo un po’ che la sig.ra Vassallo non abbia tenuto conto che l’età degli utenti è molto variegata.

3- Altro punto interessante è la critica all’anobiiano medio (anche se dall’articolo sembra lei consideri tutti gli utenti come tali) “bellimbusto letterato e «cucchino»”, difendendosi con un “si narra”, come se fosse un’opinione di cui lei non si assume la responsabilità…ma l’anobiiano medio è davvero così, o magari è andata a bazzicare nella cricca sbagliata? perché intendiamoci: la rete è piena di utenti di tutti i tipi che, celati da una facciata di anonimato, diventano più spavaldi ed anche aperti…alle volte scortesi e volgari. Ormai i “cucchini” si trovano in tutti i social network, ma anobii è forse il social network che meglio si difende da questo tipo di soggetti, soprattutto da buona parte di quelli più scurrili, od almeno questa è la mia opinione in base alla mia esperienza in social network di vari tipi, mi chiedo però quale sia l’esperienza della saggista visto che dichiara di non frequentarne (assente ad esempio su aNobii, facebook e Twitter).

Non ho intenzione di affondare ancora di più i miei denti avvelenati sull’argomento, ma chiederei cortesemente alla docente, nel prossimo articolo del genere, di argomentare le motivazioni di tali opinioni od inviterà solo ad aprire aspre critiche.

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