Strisce blu? multe a rischio

Avete parcheggiato sulle strisce blu e pagato il ticket? per colpa di un imprevisto siete arrivati tardi e vi trovate una dannatissima multa sul parabrezza? ai sensi dell’art. 7 del Codice della strada se arriviamo in ritardo non possiamo essere multati per divieto di sosta, ma si deve pagare la differenza tra i due importi, ce lo comunica “il messaggero“.

Piccola nota però: il ministero non s’è ancora pronunciato e per ora si paga lo stesso. La motivazione? apparentemente la sanzione è il risultato di una “inadempienza contrattuale”, contratto stipulato appena si paga il parcheggio (QUI l’articolo completo).

Adoro la legge italiana: al solito…non ci si capisce una ceppa!

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Pratica commerciale scorretta, ma i gestori chiedono scusa

Forse ricordate il post QUI o forse nemmeno lo conoscete, poco importa: l’importante è il succo.

La news di oggi è che i gestori telefonici WIND, VODAFONE e TIM hanno ben pensato di rincarare le tariffe, per far fronte ad introiti minori dei previsti.

Questa pratica viene definita “rimodulazione” e pare che diventerà sempre più usuale nei mesi a venire, tra l’altro Il cambio tariffa ai vecchi abbonati è di per sé lecito, in quanto previsto dall’articolo 70 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Il problema? il problema è che alcune tariffe erano dichiarate come “per sempre” o “per 5 anni”, e hanno permesso alle compagnie di aumentare il loro range di utenti, motivo per cui s’era mossa l’Antitrust, che però ha già chiuso la pratica perché le compagnie hanno aumentato i servizi oltre ai costi e hanno dichiarato che la cosa non si ripeterà.

Tutto senza sanzioni (leggete QUI e QUI)

Ora io posso anche fidarmi che la cosa non si ripeterà, ma poi vado su google, digito “pratica commerciale scorretta” e compare un elenchino di eventi simili da parte delle compagnie (almeno un articolo all’anno se non sbaglio, verificate anche voi) che arriva almeno al 2008.

Domanda stupida: se è una pratica scorretta, se non è la prima che fanno e non è stata sanzionata…chi gli vieta di rifarlo?

Io mi sento un tantinello preso in giro, voi no?

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Recensione: All is lost

Trama:

Un uomo ed il suo viaggio solitario attraverso l’Oceano Indiano, ma durante la tratta lo scafo della barca a vela viene perforato in una collisione con un container alla deriva. Privato della sua radio e dei vari strumenti, l’uomo cerca di rattoppare la falla e riprendere la navigazione, ma la natura è infida, il caso implacabile, e tutto si trasforma in una lotta per la sopravvivenza.

Semplice, silenzioso, un film di “assordanti” pensieri da interpretare, dove l’unica voce è quella della natura che si mostra implacabile. Falle, pioggia, tempesta, altre difficoltà e sfortune che vanno accumulandosi, portano l’uomo ad ingegnerasi, cercare di sopravvivere nonostante talvolta le sue speranze vengano intaccate. Lì per lì sei tu ad imprecare ed urlare al posto del protagonista, perché è un film che ti coinvolge, ma il silenzio stanca e rende il film lento. Nonostante sia stato molto apprezzato e nonostante il regista sia riuscito a rendere dinamico un film statico, per me non è stato granché.

Se non altro questo film ci ricorda sia d’esser prudenti ed esser pronti ad una catena di sfighe, sia che se s’inquinasse meno sarebbe meglio.

Voto: 2/5

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Recensioni: Capitan Harlock

Trama:

Nel 2977 Captain Harlock e la sua ciurma ribelle sono l’unica risorsa per gli esiliati della Terra di poter tornare a casa. Simbolo di ribellione è la famigerata nave spaziale, e considerata fantasma. Logan, riesce ad entrare a far parte della ciurma e combattere al fianco del capitano contro una Coalizione corrotta che mira a controllare l’intero universo e per questo decisa ad eliminare il pirata e nemico giurato, ma le sorprese non mancheranno.

Discostandosi nettamente dalla storia originale, in un film animato in 3D, la storia ci Capitan Harlock, corsaro dello spazio. Un remake che per certi versi cambia anche il carattere dei suoi personaggi, ed in cui persino il protagonista assume più i connotati di un oscuro pirata. Pur discostandosi dall’anime, il film è affascinante e ti rapisce fino alla fine, nonostante alcuni passaggi siano scontati, non mancano colpi di scena, mirevoli flash back ed una lotta per i propri ideali da parte dei vari personaggi. Certo il film sarebbe stato più accattivante con personaggi veri, ma la grafica, gli indugi sulla convincente mimica facciale (realizzata tramite Faceware, un sistema di facial capture che permette di catturare le espressioni del volto degli attori in tempo reale, tecnica simile a quella usata per Il Signore degli Anelli e Avatar), rendono comunque il film degno d’esser visto. Consigliato.

Voto: 4/5

Nota: Piccole curiosità da leggere dopo la visone del film

Differenze dalla serie originale

-  Il film narra di una umanità che ha abbandonato la Terra per esplorare lo spazio e divenuta troppo numerosa per tornarci. Nella serie tv originale gli umani vivono ancora sulla Terra e usano il viaggio interstellare solo per importare materie prime e risorse naturali dagli altri pianeti avendo esaurito quelle della Terra.
- La Gaia Sanction non esiste nell’anime. Nella serie classica, i nemici umani di Harlock erano il Governo Unificato della Terra che lo ostacolava in tutti i modi in quando era una minaccia all’utopia catatonica con cui ingannavano il popolo.
- Harlock, nel film, appare molto più cinico e oscuro. Mentre nella serie animata era un eroe romantico che disprezzava i governi e i media ingannevoli dell’umanità ma voleva salvarla della minaccia aliena e del governo stesso per assistere alla nascita di un nuovo mondo guidato dagli uomini coraggiosi e meritevoli come i suoi stessi amici e compagni, nel film è un cinico ecoterrorista che vuole sterminare l’umanità perché l’universo ricominci da capo senza i loro errori.
- Sono assenti le Mazoniane, la razza aliena nemica di Capitan Harlock e principale antagonista dell’anime. La lotta contro tale razza è il fulcro dell’opera e il vero motivo per cui Capitan Harlock combatte; per difendere la Terra dalla loro invasione che il governo invece preferisce ignorare facendo finta che vada tutto bene.
- Yama, Nami e Ezra sono stati inventati appositamente per il film, così come la loro connessione con il mondo di Harlock.
- La DarkMatter non esiste nell’anime e tantomeno è fonte di veri e propri superpoteri come l’immortalità per il capitano o l’equipaggio.
- Yattaran nell’anime era poco più di un ragazzo, basso e impacciato, sfortunato in amore, genio scientifico insuperabile e appassionato fino all’ossesso di modellini; insomma il classico stereotipo del nerd. Nel film è un omaccione con occhiali da sole dal grilletto facile e atteggiamento da duro.
- Nel film, Yattaran afferma che Meeme è l’ultima del popolo dei Nibelunghi; ciò è un riferimento alla serie anime Harlock Saga – L’anello dei Nibelunghi.

Tratto e continua su: wikipedia

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Recensione: L’oro di Scampia

Trama:

La storia di Enzo Capuano e di suo figlio, un campione di judo. Ispirato alla storia di Giuseppe e di Pino Maddaloni: attraverso l’insegnamento dello sport, Enzo intende salvare molti ragazzi della periferia di Napoli dalla cattiva strada.

Uscito in sala nell’Ottobre del 2013 e mandato in onda su rai1 a Febbraio, è forse la dimostrazione che forse la rai non è così inguardabile.

Scampìa è un sobborgo di Napoli con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Italia. Qui la camorra fa da padrona, assoldando i ragazzi sin dalla più giovane età per farne vedette, corrieri della droga o sicari, ma il film non racconta solo questo: racconta di come Enzo lotti e voglia lottare, nonostante le difficoltà, per salvare i ragazzi del quartiere, una lotta ritenuta da tutti impossibile, eppure lui s’impegna per ridare questa speranza lottando con tutto se stesso e rifuitandosi di abbandonare il quartiere. Il traguardo? arrivare alle nazionali, europei e perché no? i mondiali: per far conoscere la storia del suo quartiere e ridare questa luce ai suoi abitanti.

Il film è semplice: non richiede effetti speciali, ma comunque tocca le diverse realtà, spesso inalienabili, soprattutto se da anni, generazioni, si vive con la convinzione che non ci sia altro modo. Queste situazioni toccano soprattutto i più giovani e, con intelligenza e senza esasperare la narrazione, il regista ce lo mostra, ci fa conoscere ed affezionare ai singoli personaggi, e ci fa sperare, imprecare, disperare e lottare con loro. Se cercate un film di suspence forse non fa per voi, ma sicuramente merita d’esser visto.

Sicuramente è anche un modo per conoscere alcune situazioni che cerchiamo di non vedere o da cui cerchiamo di scappare.

Voto: 4/5

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Recensione: Saving Mr Banks

Trama:

Come nacque Mary Poppins della Disney? Lo racconta questo film, partendo dal viaggio che P.L. Travers intraprese nel 1961, da Londra a Hollywood, per incontrare Walt Disney e cedergli i diritti per cui lui ha insistito per vent’anni e collaborare alla realizzazione del film. Lo scopo della collaborazione? preservare l’anima della storia. L’obiettivo di Walt Disney sembra però esser comunque difficile da raggiungere.

“Mary Poppins” è un film per bambini famosissimo, che ha vinto un sacco di premi, con questo film ne osserviamo la nascita con la collaborazione dell’autrice del romanzo e lo staff Disney. Una storia però ha un suo perché, delle idee, delle immagini, un passato…ed è proprio questo passato che riaffiora, ostacolando il nuovo progetto. Insomma una lotta interiore, ma non solo: il film mostra anche le difficoltà di rapporto tra i personaggi, le emozioni e la caparbietà. Ben articolato e con una trama lineare il film si rivela drammatico per molti aspetti (forse un po’ pesante e difficile per i bambini, il classico bollino giallo), ma soprattutto emozionante, se vi capita guardatelo.

Se poi vi state chiedendo “perché il titolo è Saving Mr Banks?” e “chi è Mr Banks?” beh non abbiate fretta: il film vi svelerà tutto.

Voto: 3/5

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Recensione: Robocop

Trama:

Detroit, anno 2028: la multinazionale Omnicorp degli Stati Uniti, utilizza robot umanoidi e droni (enormi) nelle zone di guerra, ma per legge e per l’opinione pubblica ancora contraria non può usarli in patria e rischia di perdere un sacco di soldi. La soluzione giunge quando l’agente di polizia Alex Muprhy viene ridotto in fin di vita: per salvarlo diventerà il primo prototipo di poliziotto cyborg, Robocop, una macchina con una coscienza…ma sarà davvero così?

Remake dell’originale del 1987, a cui dedicarono due sequel ed una serie tv, il nuovo Robocop, si discosta leggermente calcando sostanzialmente la stessa trama. La grafica intriga, il nuovo design è assai accattivante, la tecnologia è stata aggiornata: ora il cyborg è molto più leggero, agile e veloce di quello immagino negli anni 80 e qui si agisce su un cervello umano più che su una programmazione computeristica, portandoci forse più vicini a qualcosa che si accosta alla nostra attuale tecnologia. Cionostante il nuovo Robocop lascia i suoi dubbi: una mano pseudo-umana (non si sa ben perché) ed una spina dorsale quasi assente.

Tralasciando questi aspetti prettamente “stilistici”, la trama regge pur “spaventando” più del suo predecessore sull’argomento clou: “può la mente umana prevalere sulla macchina?”, facendo vacillare un po’ le nostre convinzioni. Per il resto azione e sparatorie. Mi dispiace perché secondo me questo film ha aperto moltissimi spunti ed interrogativi che potevano essere quantomeno toccati e, forse per non urtare la sensibilità dello spettatore, non sono nemmeno stati accennati. Tutto sommato si può guardare, ma non merita un gran voto.

Voto: 3/5

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